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Interpack 2026: di cosa si è parlato davvero in fiera

Sette giorni a Düsseldorf tra stand, clienti e conversazioni di corridoio. Ecco cosa ci portiamo a casa

Interpack si chiude sempre nello stesso modo: con le valigie piene e la testa che gira. Sette giorni tra gli oltre 2.800 espositori della fiera più grande del mondo per il packaging significano conversazioni, demo, sorprese, conferme e qualche cosa che non ti aspettavi.

Quest'anno, tornati da Düsseldorf, ci siamo seduti a tavolino e ci siamo fatti una domanda semplice: se dovessimo spiegare Interpack 2026 a un cliente che non c'era, in tre punti, cosa diremmo?

⚡ L'efficienza energetica non è più un'opzione. È diventata il primo criterio d'acquisto

Luca, Area Sales Manager

"Tre anni fa la voce energia compariva in fondo alla trattativa. Oggi, in diversi casi, è la prima slide del capitolato tecnico."

Ciò che ha colpito maggiormente non è il dato in sé, ma la velocità con cui questo tema è diventato prioritario nell'agenda degli acquisti. In precedenza veniva considerata prima la velocità di linea, poi la flessibilità di formato, poi il prezzo. Oggi il consumo energetico precede tutto il resto.

Cosa significa per la vostra produzione?

Il costo energetico di una linea di confezionamento non è più una voce secondaria del budget operativo. Con i prezzi dell'energia industriale ai livelli attuali in Europa, ogni ora di forno in funzione incide sul conto economico in modo sostanzialmente diverso rispetto a dieci anni fa.
Le fardellatrici Zambelli Packaging sono dotate di forni termoretraibili a bassa inerzia termica: raggiungono la temperatura di esercizio in tempi più rapidi, la mantengono in modo più stabile e garantiscono consumi significativamente inferiori rispetto ai sistemi convenzionali non ottimizzati.
 

🤖 L'automazione ha raggiunto un territorio inaspettato: la produzione in piccoli lotti

Se fino a qualche anno fa l'automazione del fine linea era una scelta riservata alle grandi produzioni ad alto volume, Interpack 2026 ha mostrato chiaramente come il dibattito si sia spostato verso nuovi ambiti: lotti ridotti, cambi formato frequenti, produzione su richiesta.

Sandro, Sales Manager
“Nel corso della fiera abbiamo presentato il nostro sistema pick-and-place a diversi potenziali clienti: una soluzione riconfigurabile su un nuovo formato in pochi minuti, senza necessità di intervento tecnico. Il livello di interesse concreto riscontrato, su volumi come quelli dei nostri interlocutori, sarebbe stato difficile da immaginare cinque anni fa.”

Un tema ricorrente nelle conversazioni è stata la difficoltà di reperire personale qualificato. Non si tratta più soltanto di una questione di costi: è una questione di disponibilità. In molti stabilimenti europei alcune posizioni rimangono scoperte per mesi. Chi ha già automatizzato queste operazioni non si trova più a fronteggiare questo problema.

Danilo, Area Sales Manager
“Un cliente del settore beverage ha espresso il concetto con chiarezza: 'Non automatizziamo per ridurre il personale. Automatizziamo perché il personale non riusciamo a trovarlo.' Si tratta di una prospettiva sostanzialmente diversa rispetto a qualche anno fa, che modifica anche l'impostazione del ragionamento sull'investimento.”

Cosa significa per la vostra produzione?

I robot pick-and-place e i pallettizzatori Zambelli Packaging non sono concepiti esclusivamente per linee ad alta velocità. Il valore concreto risiede nella capacità di automatizzare operazioni che in precedenza venivano svolte manualmente, anche su volumi medi e con formati variabili.
Un pallettizzatore robotizzato non è soggetto ad affaticamento, non richiede formazione continuativa e garantisce un output costante anche su turni prolungati. Il ritorno sull'investimento dipende dai volumi, dalla struttura dei turni e dalla complessità dei formati gestiti, ma su produzioni con cicli ripetitivi il business case si chiude in tempi ragionevoli — prima ancora di considerare il valore derivante dalla riassegnazione degli operatori ad attività a maggiore valore aggiunto.

🧠 L'intelligenza artificiale ha smesso di essere una promessa. È già operativa

L'AI era presente in tutta la fiera, ma con una differenza sostanziale rispetto alle edizioni precedenti: questa volta numerosi costruttori presentavano applicazioni già operative in contesti produttivi reali, non semplici concept o roadmap future. La risposta dei visitatori rifletteva questo cambiamento: meno "interessante" e più "quando posso averla?"
L'elemento che ha colpito maggiormente, tuttavia, non era una singola tecnologia esposta. Era la consapevolezza condivisa, espressa da clienti di settori diversi, che l'adozione dell'AI produce risultati concreti quando l'intero team — non solo i tecnici specializzati — è in grado di utilizzarla con sicurezza. Le aziende che affiancano alla tecnologia un percorso strutturato di formazione del personale stanno già registrando vantaggi competitivi misurabili.


Danilo, Area Sales Manager
“Un direttore di stabilimento con cui abbiamo avuto modo di confrontarci ha sintetizzato bene il punto: comprendere la tecnologia è il punto di partenza, ma il valore reale emerge quando l'intero team di produzione è in grado di utilizzarla con piena autonomia. Per questo motivo i nostri clienti chiedono sempre più frequentemente non solo quali siano le prestazioni della macchina, ma come viene strutturato il supporto alla formazione del personale.”

Cosa significa per la vostra produzione?

Il livello di concretezza applicativa dell'AI osservato in questa edizione di Interpack ha superato le nostre aspettative. Il controllo qualità visivo, la regolazione automatica dei parametri di macchina e la manutenzione predittiva sono tecnologie disponibili oggi, non fra cinque anni.
La domanda non è più se adottare strumenti di questo tipo, ma quando e con quale approccio integrarli efficacemente. Quanto osservato a Interpack conferma che il fattore determinante non è la tecnologia in sé: è la capacità di formare adeguatamente il personale che la utilizzerà ogni giorno.
Le macchine Zambelli Packaging supportano l'integrazione con sistemi di supervisione Industry 4.0 e la raccolta dati in tempo reale, offrendo una base solida sulla quale aggiungere progressivamente livelli di analisi intelligente, secondo i tempi e le priorità di ciascuna organizzazione, senza necessità di sostituire l'infrastruttura esistente.

Quali sono i prossimi passi?

Interpack si è conclusa, ma le domande che ha sollevato restano aperte. I temi affrontati non sono indipendenti tra loro: si intrecciano quotidianamente nelle decisioni operative che vengono prese all'interno degli stabilimenti.
Se uno di questi punti ha fatto emergere una domanda specifica sulla vostra linea, siamo a disposizione per approfondire. Non per proporre una vendita, ma perché questo tipo di confronto rappresenta esattamente il lavoro che riteniamo più utile.

Ci vediamo a Pack Expo Chicago 2026!